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Firenze 19/20Settembre • Roma 25/26 Settembre • Milano 2/3 Ottobre

un percorso tra senso e sensi, per vivere la strada (ma non solo) in modo consapevole

Dal senso del pericolo, a quello di colpa. Dal senso della vista (nella percezione), a quello del tatto (nelle conseguenze). Dal senso di libertà, al senso di responsabilità. Dal senso di appartenenza a quello della perdita. Dal senso del dovere, al senso del potere. Dal senso di sé, all’importanza dell’altro. 

Sono tanti i sensi che entrano in gioco, sulla strada come nella vita mentre ci districhiamo tra percorsi reali, virtuali e metaforici, alla ricerca di noi stessi, delle persone che vogliamo diventare e delle vite che desideriamo avere. Ed è in questo incrocio magico di parole, di sensi – e di doppi sensi – che oggi vogliamo cercare, insieme a voi, il “senso della strada”. 

Senza la pretesa di insegnarvi nulla, vi invitiamo a seguirci, per un paio d’ore, alla ricerca di spunti e riflessioni che – ci auguriamo – possano contribuire a generare un po’ di consapevolezza. Ci state? 

il senso del limite

“Maffigurati, sto benissimo, sono perfettamente in grado di farcela” … “Non l’ho proprio visto, non so cosa sia successo…”  Quante volte sovrastimiamo le nostra capacità? Quante volte “pensiamo di” per poi scoprire che, invece, non eravamo in grado? Le nostre percezioni possono essere ingannevoli, i nostri sensi ottenebrati, la nostra mente distratta

E allora può essere utile capire che non sempre ciò che vediamo è reale, che non sempre vediamo “tutto” ciò che abbiamo davanti e, soprattutto, dobbiamo essere consapevoli di avere dei limiti. 


il senso di orientamento

Vi siete mai persi? Avete presente quella sensazione di non sapere dove siete, ma, soprattutto, di dove state andando? Non per strada, non solo (per quello oggi abbiamo soluzioni facili) ma nel vostro personale cammino? 

Come si fa a perdersi? E come si ritrova la strada, prima di superare il confine?

 


il senso della perdita

Come ci si sente quando si perde una cosa importante? Un amore, un amico, un oggetto prezioso. Lo sappiamo, è successo a tutti. In un modo o in un altro, abbiamo tutti perso cose importanti – o meglio, cose che ci sembravano importanti. 

Ma che succede se ciò che si perde è insostituibile? Cosa succede se a farcelo perdere è un altro? E cosa succede se siamo noi a perdere (o a togliere a un altro) qualcosa di insostituibile? Cosa perdiamo se togliamo a un’altra persona la vita, la salute, una persona amata? Quali sono le conseguenze per loro? E per noi?


il senso di sé

La consapevolezza non è una cosa che viene insegnata. Forse dovrebbe. 

Imparare ad essere consapevoli ci rende liberi. Liberi davvero. Liberi di scegliere cosa fare e, quindi, di valutare se farlo. Liberi di decidere quali conseguenze affrontare, perché consapevoli che ogni nostra azione (o non azione) implica delle conseguenze. 

Il senso di sé, in psicologia, fa riferimento alla consapevolezza che ciascuno di noi ha di sé stesso, la valutazione che diamo a noi stessi, alle nostre capacità e ai nostri limiti. La consapevolezza della nostra presenza, fisica e mentale, in ogni momento, ci aiuta a restare lucidi in mezzo alle emozioni e a ritrovare la strada quando rischiamo di perderci. 


il senso dell’altro

Gli altri, nel bene e nel male, hanno un effetto su di noi. Ogni giorno e per tutta la vita. Nel male, gli altri possono causarci dolore, renderci vittime o trasformarci in versioni di noi stessi che non vorremo mai vedere. Nel bene, tuttavia, gli altri sono fondamentali per la nostra crescita sana e per la realizzazione del nostro potenziale. L’altro può sostenerci quando siamo fragili e farci sentire parte di qualcosa di più grande. 

Gli altri riflettono chi siamo, soprattutto nel modo in cui ci interfacciamo con loro. È per questo che ce ne dobbiamo prendere cura, perché, che ci piaccia o meno, gli altri siamo noi. 


Un progetto di sensibilizzazione a cura di: Associazione LaStrada in collaborazione con: UNICATT_MI, Unità di Ricerca Psicologia del Traffico e con Angelo Langé — Progetto realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Antidroga