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Progetto “Vite in polvere”

Premessa

 

Il problema della droga, e più in generale quello delle dipendenze, è un fenomeno che si sta sempre più radicando nella nostra società, anche favorito da quel senso di disorientamento, e conseguente disagio sociale, che colpisce oggi le nuove generazioni ed il cui contrasto diventa sempre più complesso e difficile.

Oggigiorno i giovani vivono il mondo con passione, trovandosi però il più delle volte a fraintendere la realtà che li circonda. E questo non certo a causa di deficit cognitivi, ma perché mancano loro gli elementi essenziali per assimilarla e accomodarla nella loro elaborazione del mondo.

Sempre più spesso i social, la TV e ancor di più la pubblicità, presentano un mondo dove il rischio è sostanzialmente sotto il controllo umano, in cui si cade, ma senza grandi conseguenze, in cui si utilizza continuamente la metafora dell’invincibilità e dell’imbattibilità. In sintesi, un mondo dove la realtà diretta, concreta ed emotiva del giovane esposto a veri e tangibili rischi e pericoli è molto nascosta.

Una realtà dove anche la famiglia moderna ha ancora meno possibilità di rappresentare uno schema solido, forse a causa dell’elasticità che la modernità richiede per essere vissuta. Fatto sta che, spesso, il genitore post-moderno è anch’egli privo di certezze, ovvero non è quel “muro” contro cui un figlio “sbatte” e “combatte”, ma al quale gli è possibile appoggiarsi e farsi sostenere.

Dai bisogni all’azione progettuale

Dietro queste semplici considerazioni si annidano certamente responsabilità soggettive dei giovani, ma si delineano altresì responsabilità oggettive di noi “adulti” che, per il ruolo che ognuno di noi ricopre, siamo chiamati a educare e (in)formare le risorse più importanti della nostra società, e cioè i nostri figli ed i nostri giovani.

È su questo terreno di responsabilità sociale che l’Associazione LaStrada vuole giocare un ruolo decisivo, al fianco delle famiglie e delle Istituzioni, nel fornire opzioni preventive, modelli educativi, informazioni chiare e stili di vita utili a prevenire e contrastare quel disagio adoscelenziale nel quale, soprattutto il consumo di sostanze psicoattive e l’abuso alcolico trovano terreno fertile per ramificarsi e proliferare.

Di talché LaStrada, partendo dall’idea della necessità di una comunicazione educativa rivolta ai giovani, idonea quindi a far passare contenuti tali da rafforzare il loro ruolo attivo nella vita sociale favorendone il benessere individuale e collettivo, ha sperimentato con successo la realizzazione di un talk show dal titolo “Vite in polvere”. Si tratta di un format a forte valenza educativa perché basato sull’apprendimento esperienziale, dove i ragazzi sono portati ad affrontare situazioni di incertezza nelle quali sviluppare comportamenti adattivi che migliorano la loro capacità di gestire la propria emotività e, nel contempo, acquisiscono consapevolezza al fine di ridefinire eventuali atteggiamenti inadeguati e valorizzare conoscenze ed abilità comportamentali positive.

Consapevolezza questa che diviene patrimonio di conoscenza che costituisce, per i giovani, l’essenziale forma di prevenzione e contrasto a quel senso di disorientamento e conseguente disagio giovanile che è alla base dei fenomeni di dipendenza.

Frontmen di questo format: Angelo Langè e Giacomo Merlo. Istrionico il primo, istituzionale il secondo. Entrambi possiedono una innata capacità di comunicare con un pubblico giovane. Catturano l’attenzione dei ragazzi attraverso l’immedesimazione emotiva e l’aspetto motivazionale del loro intervento, riuscendo così a creare un clima non direttivo e non giudicante, tale da favorire l’emergere delle loro opinioni, facilitandone la piena partecipazione.

Il format per l’incontro con i ragazzi delle scuole secondarie di 2° grado

L’intervento nelle scuole avrà la durata complessiva di 1,40/due ore, senza alcuna interruzione (è quindi possibile realizzare due eventi nella stessa mattinata, in funzione del numero dei partecipanti e della disponibilità di spazi adeguati).

In apertura è prevista una breve presentazione dell’evento da parte del prof. Giacomo Merlo. Una presentazione che si prefigge di introdurre il personaggio Angelo Langè senza rivelare tutto su di esso. Subito dopo, Langè entrerà in scena e inizierà il suo racconto. Da questo momento in poi, gli interventi del commentatore saranno finalizzati al rafforzamento didattico/educativo delle esperienze narrate per favorire nei giovani un graduale processo di responsabilizzazione. Sarà una puntualizzazione di concetti, un trait d’union tra racconto, attualità, scuola e mondo giovanile.

Nel corso dell’incontro verranno inoltre proiettati e commentati spezzoni scelti del film ”Sbirri” e del docu-film “Cocaina” e saranno letti alcuni passaggi fondamentali tratti dal libro “Vite in Polvere” scritto dallo stesso Langè.

A seguito dell’evento, LaStrada metterà a disposizione degli insegnanti di lettere interessati alcune tracce di temi da svolgere nelle classi coinvolte, nell’ambito delle iniziative e degli approfondimenti previsti dal PTOF su Cittadinanza e Costituzione e sulla lotta alla droga. Sarà così possibile, ai docenti come agli organizzatori, avere un feedback sull’effettivo impatto educativo dell’iniziativa. Qualora lo si riterrà opportuno, i promotori potranno organizzare in tal senso un concorso tra gli studenti partecipanti con rilascio di targa ricordo ai primi tre studenti classificati.

I contenuti dell’intervento di Angelo Langè

Angelo Langè ha una lunga esperienza nelle scuole. Nei suoi incontri con gli studenti egli racconta le vicende contenute nel suo libro “Vite in polvere”, nel film “Sbirri” e nel docu-film “Cocaina”. Il suo intento è sempre quello che caratterizza anche il suo mestiere, benché agisca con armi diverse: promuovere la lotta contro l’uso degli stupefacenti tra i giovani aiutandoli ad assumere un comportamento responsabile e rispettoso verso sé stessi, prima ancora che verso la legge.

Parlare ai giovani, affascinandoli e coinvolgendoli in prima persona, riesce molto agevole al personaggio Angelo Langè. Attraverso la narrazione di eventi reali che riguardano la sua vita e quella delle persone che ha incontrato nel suo lavoro quotidiano per le strade di Milano, egli riesce a toccare corde sentimentali ed emozionali capaci di entrare facilmente in sintonia con la sensibilità, l’immaginario e le esperienze dirette del mondo giovanile. Uomo e artista di strada, Angelo Langè riesce ad aprire varchi significativi nella comunicazione con i giovani, i quali lo percepiscono come uno di loro, uno che parla il loro linguaggio. Angelo Langè diviene per loro un fratello maggiore che vive ed ha vissuto le loro esperienze e che sa quali sono i loro problemi. Questa capacità, unita al fatto che Langè è pur sempre un uomo che rappresenta la legalità e lo Stato, costituisce una premessa fondamentale per attivare negli studenti un processo di autocoscienza e di critica al proprio operato.  I giovani divengono così capaci di riflettere sul proprio vissuto e più consapevoli di fronte ai rischi ed ai pericoli nell’uso di droghe e alcool. E’ questo un risultato che è possibile verificare intervistando gli studenti dopo ogni incontro con Angelo. I ragazzi dichiarano sempre di sentirsi maggiormente responsabili e di avere acquisito una nuova consapevolezza in merito all’uso di sostanze psicotrope. Ciò è dovuto al fatto che, nel modo di comunicare di Langè, viene superato il discorso precettisticamente educativo e i semplici divieti, che spesso sortiscono l’effetto opposto, per approdare ad una relazione coinvolgente che induce il giovane a mettere in discussione i propri comportamenti. Langè conclude i suoi “racconti”, invitando gli studenti a valorizzare il loro patrimonio di esperienze e passioni e a investire su di esse per dare significato alla loro vita. La passione è quindi l’unica ricetta per vivere pienamente.  La passione, la valorizzazione dei talenti di cui i giovani spesso non sono consapevoli, diviene così il reale antidoto alla droga.